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Una meta-analisi conferma il legame tra CCSVI e sclerosi multipla


Una meta-analisi ha mostrato una forte associazione, statisticamente significativa, tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale ( CCSVI ) e sclerosi multipla.
Tuttavia, la forte eterogeneità tra gli studi impedisce una conclusione definitiva sul ruolo della CCSVI nella sclerosi multipla.

L'analisi ha incluso otto studi condotti in Italia, Germania, Giordania, e Stati Uniti che hanno confrontato la frequenza di CCSVI tra i pazienti con e senza sclerosi multipla. Uno degli studi, quello di Paolo Zamboni del Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara, in Italia, che per primo ha descritto questa potenziale relazione, ha trovato che i pazienti con sclerosi multipla hanno più anomalie nelle vene giugulari interne e in altre vene da quelli non-affetti da sclerosi multipla.

Gli studi avevano arruolato un piccolo numero di pazienti con sclerosi multipla ( da 10 a 310 ), la maggior parte con sclerosi multipla recidivante-remittente, e un piccolo numero di pazienti come controllo ( da 7 a 210 ).

In tutti gli studi con un’unica eccezione, CCSVI è stata valutata mediante 5 parametri ultrasonografici, uno di questi è rappresentato dal reflusso nelle vene giugulari interne o nelle vene vertebrali. La diagnosi di CCSVI richiedeva che un paziente dovesse avere un’anomalia in almeno 2 dei 5 parametri.

Le analisi congiunte hanno mostrato un'associazione statisticamente significativa tra CCSVI e sclerosi multipla, rispetto ai pazienti di controllo ( odds ratio, OR=13.5 ), ma è stata riscontrata un’ampia variabilità.
Lo studio di Zamboni ha trovato una correlazione perfetta: tutti i pazienti con sclerosi multipla presentavano CCSVI, a differenza di quelli senza la malattia demielinizzante. Tuttavia, in altri due studi nessun paziente affetto da sclerosi multipla presentava CCSVI.

I pazienti con sclerosi multipla hanno mostrato una probabilità significativamente più alta, rispetto ai pazienti di controllo, di avere reflusso nelle vene giugulari interne o vertebrali ( OR=13.7 ), sebbene sia stata evidenziata un’ampia eterogeneità dei risultati.

Nel confronto con pazienti di controllo con altre malattie neurologiche, CCSVI era più frequente tra i pazienti con sclerosi multipla, ma l'associazione non era statisticamente significativa; grande eterogeneità dei risultati.
Il solo parametro ecografico, significativamente più frequente tra i pazienti con sclerosi multipla, era rappresentato dal reflusso nelle vene giugulari interne o nelle vene vertebrali.

Anche quando lo studio Zamboni è stato escluso dall'analisi, la probabilità di CCSVI di essere più frequente tra i pazienti con sclerosi multipla è rimasta statisticamente significativa, anche se l'odds ratio è diminuito da 13.5 a 4.7.

In un'analisi che ha escluso lo studio Zamboni e ha aggiunto uno studio che non aveva riscontrato la presenza di CCSVI in tutti i pazienti, l'odds ratio è risultato pari a 3.7 ed è rimasto ancora significativo.

E’ importante sottolineare che i risultati dell’analisi non forniscono elementi a sostegno dell’ipotesi che CCSVI sia causa della sclerosi multipla; l’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica potrebbe essere una conseguenza della malattia demielinizzante.

Fonte: Canadian Medical Association Journal, 2011


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