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Ictus: il Programma di riabilitazione intensivo iniziato molto precocemente può essere dannoso


Un Programma riabilitativo altamente intensivo e molto precoce in pazienti colpiti da ictus appare associato a una minore probabilità di ottenere un esito favorevole a 3 mesi rispetto alla procedura standard.

Precedenti studi di più piccole dimensioni avevano suggerito l’utilità della riabilitazione più intensiva e più precoce.

Un totale di 2104 pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere mobilizzazione molto precoce o solita cura.
Il tempo mediano alla randomizzazione è stato di 18 ore dopo l'ictus.
Il 45% dei pazienti aveva avuto un ictus moderato-grave; il 26% dei pazienti aveva più di 80 anni; e il 24% dei pazienti aveva ricevuto l’attivatore tissutale del plasminogeno ( tPA ).

L'intervento di mobilizzazione molto precoce comprendeva consisteva fondamentalmente nell’inizio entro 24 ore dall'esordio dell'ictus, e su attività da seduti, in piedi, e sul camminare.

I pazienti nel gruppo ad alta intensità e inizio molto precoce hanno iniziato la mobilizzazione a una mediana di 18.5 ore dopo l’ictus contro le 22.4 ore nel gruppo trattato tradizionalmente, e avevano una mediana di 6.5 sessioni rispetto a 3 sessioni del gruppo di cura.
I pazienti nel gruppo intensivo a inizio molto precoce hanno ricevuto una mediana di 31 minuti di terapia al giorno contro i 10 minuti nel gruppo trattato tradizionalmente.

L'endpoint primario era rappresentato dall’indipendenza funzionale, definita dal punteggio di 0-2 alla Rankin Scale modificata ( mRS ) a 3 mesi.

E’stato osservato un risultato significativamente peggiore nel gruppo intensivo molto precoce.
A 3 mesi, il punteggio 0-2 alla scala mRS è stato raggiunto dal 46% nel gruppo intensivo molto precoce contro il 50% di coloro che erano stati sottoposti a cura tradizionale ( odds ratio, OR=0.73; p=0.004 ).

L’8% dei pazienti nel gruppo intensivo molto precoce è morto contro il 7% dei pazienti nel gruppo trattato tradizionalmente; gli eventi avversi gravi non-fatali si sono verificati, rispettivamente, nel 19% e nel 20% dei pazienti.
Queste differenze non erano significative.

Le complicanze correlate all’immobilità non hanno mostrato differenze significative tra i due gruppi.

L'analisi dei sottogruppi ha indicato che la riabilitazione ad alta intensità in tempi molto precoci può essere più dannosa nei pazienti con emorragia intracerebrale e con forme più gravi di ictus ischemici. ( Xagena2015 )

Fonte: European Stroke Organisation ( ESO ) Conference, 2015

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