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Cladribina nel trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente: dati a 2 anni


Merck KGaA ha presentato i dati a 2 anni sul farmaco Cladribina nel trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente.

I risultati dello studio di fase II CLARITY hanno mostrato che il trattamento annuale con Cladribina per os produce una significativa riduzione nell’incidenza di recidive cliniche, progressione della disabilità e lesioni cerebrali, così come un significativo aumento nella proporzione dei pazienti che sono rimasti privi di recidive.

I pazienti trattati con un regime a basso dosaggio di Cladibrina hanno presentato una riduzione relativa del 58% nella percentuale annualizzata di recidive rispetto al placebo ( 0,14 vs 0,33 per il gruppo placebo; p< 0,001 ).
I pazienti nel gruppo a regime ad alto dosaggio sono andati incontro ad una riduzione relativa del 55% nella percentuale annualizzata di recidiva, rispetto al placebo ( 0,15 vs 0,33; p< 0,001 ).

La proporzione dei pazienti senza recidive ( un endpoint secondario dello studio ) è stata significativamente più alta nel gruppo di trattamento con Cladribina che nel gruppo placebo.
Durante i 2 anni dello studio, l’80% dei pazienti trattati con il regime a basso dosaggio di Cladibrina e il 79% dei pazienti trattati con il regime ad alto dosaggio, non sono andati incontro a nessuna recidiva clinica, rispetto al 61% dei pazienti del gruppo placebo ( p< 0,001 per entrambi i regimi di dosaggio ). Pertanto, il rischio relativo di recidiva nei pazienti trattati con Cladribina era approssimativamente metà di quello visto nei pazienti che assumevano placebo.

Il trattamento con Cladribina ha portato a una riduzione superiore al 30% del rischio di progressione della disabilità ( un altro endpoint secondario ), rispetto al placebo, nell’arco dei 2 anni dello studio ( regime a basso dosaggio: hazard ratio [HR]= 0,67; p= 0,018; regime ad alto dosaggio: HR= 0,69; p= 0,026 ).

La progressione della disabilità è stata misurata mediante un incremento di 1 punto o superiore alla scala EDSS ( Expanded Disability Status Scale ), per almeno 3 mesi ( o almeno un incremento di 1,5 punti ) se la scala EDSS al basale fosse 0; oppure un incremento di 0,5 punti se il punteggio basale alla scala EDSS fosse 5 o valore superiore. Sono state osservate riduzioni sostenute e statisticamente significative in differenti tipi di lesioni cerebrali alla risonanza magnetica per immagini ( MRI ).
Nel corso dei 2 anni dello studio, entrambi i regimi di Cladribina hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa di almeno il 70% nel numero medio di lesioni attive captanti il gadolinio in T1 per soggetto per scansione, nel numero medio di lesioni attive in T2 per soggetto per scansione, così come nel numero medio di singole lesioni combinate per soggetto per scansione, rispetto al placebo ( riduzioni comprese tra il 73% e l’88%; p< 0,001 ).

La frequenza degli eventi avversi in entrambi i gruppi di trattamento con Cladribina, è risultata comparabile a quella osservata nel gruppo placebo.
I più comunemente riportati eventi avversi sono stati: cefalea, nasofaringite, infezioni del tratto respiratorio superiore, e nausea.
La linfopenia si è presentata più frequentemente nel gruppo trattato con Cladribina ( regime a basso dosaggio: 22%; regime ad alto dosaggio: 31%; placebo: 2% ).

L’incidenza di infezioni nei pazienti trattati con Cladribina o placebo, è risultata simile. Le infezioni da herpes zoster sono state riportate nel 2,3% dei pazienti trattati con Cladribina; queste infezioni erano localizzate alla cute e hanno risposto in modo appropriato al trattamento.

Nei pazienti, trattati con Cladribina, sono stati segnalati 4 casi di tumore nel corso dello studio ( tumore alla cervice stadio 0, melanoma, tumore alle ovaie, tumore al pancreas ); 1 caso di coriocarcinoma è stato riportato alla 14a settimana di gestazione in una paziente trattata con Cladribina, che è rimasta incinta 6 mesi dopo il completamento dello studio.( Xagena2009 )

Fonte: 61st Annual Meeting of American Academy of Neurology ( AAN ), 2009


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